Malattie Infiammatorie Croniche Intestinali ITALIA

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Sperimentazione IBDchip

creato da GabrieleUltima modifica 22/10/2007 21:48

OGGETTO: studio internazionale genetico sulle IBD, che utilizza la tecnologia innovativa denominata IBDchip

Malattie Infiammatorie Croniche Intestinali: un chip per lo studio delle mutazioni genetiche

Il morbo di Crohn (MC) e la rettocolite ulcerosa (RCU) sono malattie che si manifestano in modo estremamente diverso da paziente a paziente a livello di sintomi, decorso clinico ed impatto sulla qualità di vita di chi ne è affetto. Fino ad oggi il trattamento e le scelte terapeutiche si sono concentrate sul decorso della malattia e sulle complicanze come stenosi, fistole o ascessi. L'obiettivo dei gastroenterologi che si occupano di malattie infiammatorie croniche intestinali è però mettere a punto strumenti in grado di predire il decorso clinico della malattia, in modo da poter mettere a punto per ciascun paziente strategie di trattamento precoci e personalizzate in grado di influire positivamente sulla storia naturale della malattia, evitando in alcuni casi lo sviluppo di complicanze. La genetica è fondamentale in questo senso. E' infatti ormai dimostrato che i fattori genetici giocano un ruolo molto importante nella fisiopatologia sia del morbo di Crohn sia della rettocolite ulcerosa (1-2). Negli ultimi anni, infatti, numerosi studi hanno dimostrato che diverse variazioni genetiche (polimorfismi) si associano ad un maggior rischio di sviluppare queste malattie, in presenza di uno specifico fenotipo (presentazione clinica di malattia) o complicanza, o ad una migliore risposta ad una determinata terapia farmacologica (3-7). Ad oggi, tuttavia, queste informazioni non hanno una rilevanza dal punto di vista clinico, in quanto non consentono ancora di migliorare la gestione dei pazienti affetti da malattie infiammatorie croniche intestinali (8-9). Una soluzione a questo problema potrebbe venire dall'IBDchip (IBD Inflammatory Bowel Disease, termine inglese per indicare le malattie infiammatorie croniche), un chip di DNA recentemente sviluppato in Spagna che permette lo studio simultaneo, mediante tecnologia laser, di 61 polimorfismi (SNPs) localizzati su 40 geni, selezionati per la loro potenziale influenza sulla suscettibilità a sviluppare morbo di Crohn o rettocolite ulcerosa. Il primo studio preliminare di validazione tecnica dell'IBDchip, svoltosi in Spagna, ha avuto proprio l'obiettivo di valutare l'utilità di questo strumento nel predire il decorso clinico e lo sviluppo di complicanze nei pazienti affetti da queste malattie. Lo studio ha valutato i profili genetici di 579 pazienti (335 MC e 244 RCU), tutti con almeno 5 anni di storia clinica di malattia. Le relazioni esistenti fra ciascun evento clinico, il profilo genetico di SNPs dell'IBDchip e altre caratteristiche cliniche come sesso, età alla diagnosi di malattia o abitudine al fumo, è stata analizzata mediante regressione logistica (metodo che stima la probabilità che si verifichi un evento). Per ciascun evento clinico è stato selezionato un modello predittivo ottimale, basato sulla combinazione ponderata di diversi SNPs dell'IBDchip con caratteristiche cliniche, favorendo come priorità l'ottenimento di una elevata (95%) specificità (10). Nei pazienti con morbo di Crohn l'IBDchip è stato in grado di discriminare il fenotipo fistolizzante e infiammatorio con una specificità del 95% e una sensibilità del 51%, e di individuare preventivamente i pazienti che avrebbero sviluppato malattia perianale, resezione intestinale, manifestazioni extraintestinali o resistenza ai corticosteroidi. Nei pazienti con rettocolite ulcerosa, invece, l'IBDchip è stato in grado di identificare le persone che avrebbero subito una colectomia con una specificità del 95% e una sensibilità del 59%, e di individuare preventivamente i pazienti coloro che avrebbero poi avuto manifestazioni extraintestinali o resistenza ai corticosteroidi (10). Visti i promettenti risultati dello studio preliminare spagnolo, la comunità Europea ha stanziato un importante finanziamento per effettuare uno studio multicentrico allo scopo di raccogliere dati su una più ampia casistica (che in Italia, come sede unica, coinvolge il centro per le malattie infiammatorie croniche intestinali coordinato dal Dr. Silvio Danese, medico e ricercatore dell'Unità Operativa di Gastroenterologia ed Endoscopia Digestiva dell'Istituto Clinico Humanitas di Rozzano, Milano). In futuro è prevista anche una terza fase della ricerca, in collaborazione con gli USA e con il Giappone. Nel caso in cui gli studi confermino i promettenti risultati iniziali, l'IBDchip potrebbe essere utilizzato routinariamente nella pratica clinica per poter predire in maniera personalizzata il decorso clinico di ciascun paziente ed individuare le terapie migliori in grado di interrompere e modificare la storia naturale della malattia.

E' in atto lo studio internazionale genetico sulle IBD che utilizza la tecnologia innovativa e molto promettente denominata IBDchip, per il paziente l'esame consiste in un semplice prelievo di sangue.

Coloro interessati a partecipare allo studio sono pregati di contattare il Dr. Silvio Danese:

IBD Division of Gastroenterology, Istituto Clinico Humanitas
Unità Operativa di Gastroenterologia ed Endoscopia Digestiva, Rozzano, MILANO
Dr. Silvio Danese (ricercatore IBD)
Numero di telefono: 0282244771/0282245555 - Fax: 0282244590
E-mail: sdanese@hotmail.com   ibd@humanitas.it
Istituto Clinico Humanitas, centralino: 0282246205/0282248282/0282248224

Bibliografia e referenze:

1 Vermeire S, Rutgeerts P. Current status of genetics research in inflammatory bowel disease. Genes Immun. 2005 Dec;6(8):637-45

2 Schreiber S, Rosenstiel P, Albrecht M, Hampe J, Krawczak M. Genetics of Crohn disease, an archetypal inflammatory barrier disease. Nat Rev Genet. 2005 May;6(5):376-88

3 Ogura Y, Bonen DK, Inohara N, Nicolae DL, Chen FF, Ramos R, Britton H, Moran T, Karaliuskas R, Duerr RH, Achkar JP, Brant SR, Bayless TM, Kirschner BS, Hanauer SB, Nunez G, Cho JH. A frameshift mutation in NOD2 associated with susceptibility to Crohn's disease. Nature. 2001 May 31;411(6837):603-6

4 Hugot JP, Chamaillard M, Zouali H, Lesage S, Cezard JP, Belaiche J, Almer S, Tysk C, O'Morain CA, Gassull M, Binder V, Finkel Y, Cortot A, Modigliani R, Laurent-Puig P, Gower-Rousseau C, Macry J, Colombel JF, Sahbatou M, Thomas G. Association of NOD2 leucine-rich repeat variants with susceptibility to Crohn's disease. Nature. 2001 May 31;411(6837):599-603

5 Vermeire S, Pierik M, Hlavaty T, Claessens G, van Schuerbeeck N, Joossens S, Ferrante M, Henckaerts L, Bueno de Mesquita M, Vlietinck R, Rutgeerts P. Association of Organic Cation Transporter Risk Haplotype With Perianal Penetrating Crohn's Disease but Not With Susceptibility to IBD. Gastroenterology. 2005 Dec;129(6):1845-53

6 Russell RK, Drummond HE, Nimmo EE, Anderson N, Smith L, Wilson DC, Gillett PM, McGrogan P, Hassan K, Weaver LT, Bisset M, Mahdi G, Satsangi J. Genotype-phenotype analysis in childhood-onset Crohn's disease: NOD2/CARD15 variants consistently predict phenotypic characteristics of severe disease. Inflamm Bowel Dis. 2005 Nov;11(11):955-64

7 Stoll M, Corneliussen B, Costello CM, Waetzig GH, Mellgard B, Koch WA, Rosenstiel P, Albrecht M, Croucher PJ, Seegert D, Nikolaus S, Hampe J, Lengauer T, Pierrou S, Foelsch UR, Mathew CG, Lagerstrom-Fermer M, Schreiber S. Genetic variation in DLG5 is associated with inflammatory bowel disease. Nat Genet. 2004 May;36(5):476-80

8 Cummings JR, Jewell DP. Clinical implications of inflammatory bowel disease genetics on phenotype. Inflamm Bowel Dis. 2005 Jan;11(1):56-61

9 Mascheretti S, Schreiber S. Genetic testing in Crohn disease: utility in individualizing patient management. Am J Pharmacogenomics. 2005;5(4):213-22

10 Sans M, Artieda M, Tejedor D, Cara C, Aceituno M, Alvarez-Lobos M, Yagüe J, Arostegui J, Quintó L, Simón L, Martínez A, Piqué JM, Panés J. IBDchip: A new strategy to predict clinical course and response to therapy in patients with inflammatory bowel disease. Inflamm Bowel Dis 2006; 12:S19

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